Angelo, un nostro lettore, ci ha inviato la leggenda del Portone del Diavolo che vi riportiamo di seguito:
Lungo la strada che da Bergamo porta a Seriate si trova il cosiddetto Portone del Diavolo. Si tratta di un arco di marmo costruito nel Seicento, che un tempo appartenne ad una grande villa ormai scomparsa, e si dice che fu costruito in una sola notte dal Diavolo in persona senza farsi accorgere da nessuno. In effetti, lasciò solo un indizio della sua presenza: un forte odore di zolfo, che ancora oggi si può sentire poco prima di un temporale.
Ecco invece la storia:
L'accesso alla villa dei Tasso avveniva dalla via Borgo Palazzo e l'ingresso era contrassegnato da un portale a un fornice, collegato alla villa da una strada di campagna. Il portone fu costruito nel XVI secolo (nel 1550 circa) con masselli di marmo di Zandobbio; al centro è inserito lo stemma gentilizio dei Tasso, ma risulta abraso perché, con la venuta in Italia dell'esercito francese guidato da Napoleone, la città di Bergamo, 1l 14 marzo 1797, proclamò la Repubblica Bergamasca. Pochi giorni dopo la Municipalità emanava un decreto che imponeva la cancellazione di «tutti li Stemmi dell'Antico Veneto Dominio».
I contadini, abbiamo visto, raccontarono che il Portù del Diàol fu costruito dal Diavolo stesso con la complicità di folletti e spiriti in veste di muratori e portapietre, ma possiamo sfatare la leggenda leggendo le parole incise sul retro dell'architrave: «Sandro de Sanga/ fator a fato questa/ strada e fato/ costrur questa porta».
(notizie tratte dal libro di Enrico Ghizzardi Bergamo lungo i secoli. Il quartiere della Celadina, ed. Novecento Grafico, 1996, pagg. 198).