Wednesday, January 07, 2009    Register  •  Login
 
   
 
   
   
   
 
 
     
 
   La roggia Urgnana

Negli anni Cinquanta Celadina era solo un pugno di case con due “attrazioni”: il portone del Diavolo, che segna pomposamente l'entrata del quartiere, e la  roggia Urgnana, chiamata ironicamente Canal Grande. Se all'inizio scorreva con acque limpide, divenne poi un “problema” e gli abitanti della Celadina cominciarono a chiederne la copertura. Ma come si può coprire un confine? La roggia, infatti, segnava ben netto, scorrendo all'aperto, il confine fra il Comune di Bergamo e quello di Gorle. Anche oggi è così: in via Celadina, su un marciapiedi sei a Bergamo, sull'altro di fronte a Gorle! E così poteva succedere che nel 1969 - gli abitanti se ne lamentavano sui giornali - si pagasse come un'interurbana per telefonare al negozio di fronte e prenotare il solito chilo di pane...

Capitava inoltre, nel 1969, che gli abitanti si lamentassero della scarsa illuminazione pubblica. Da una lettera a L'Eco di Bergamo: «Qui di notte sembra di stare al cimitero, più che lampade quelle nelle strade sono lumini. Se poi ci mettete la vicinanza del portone del Diavolo, della via Mortini, della via Morti di Paderno e della strada del Ponte Perduto (ora via Rovelli), beh, capirete che il quartiere non è certo allegro...»

(notizie tratte dal libro di Renato Ravanelli Bergamo ieri & oggi, vol. II, ed. Sesaab, 1992).

 
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