Il rispetto e l’amore per gli animali sono tributi necessari che spesso l’uomo dimentica: strano perché, come diceva papa Paolo VI, essi «…ci danno l’alimento quotidiano…» e sono preziosi per noi in molteplici aspetti della nostra esistenza. E ancora: va sfatato il mito secondo il quale il veterinario è “curatore degli animali”. In realtà egli è «al servizio e salvaguardia della salute dell’uomo, attraverso la cura della salute degli animali». Preziose osservazioni che troviamo incastonate negli Scorci di vita di un veterinario di Gianfranco Cantini, Commendatore della Repubblica e già Duca di Piazza Pontida, insieme a una breve cronistoria della sua vita ed esperienza professionale, a gustosi racconti sul mondo animale (si veda per es. l’episodio del circo equestre Tribertis) e umano, a riprova del viscerale legame che, da sempre, lega uomini e bestie. Seguono poi i racconti di viaggio, alcuni curiosi articoli frutto della collaborazione decennale con L’Eco di Bergamo e Giopì e, infine, delle prove di poesia, tra cui alcune in lingua bergamasca. Questo lavoro di Cantini è infatti, già nella sua scrittura che, a tratti, ricalca il parlato non solo in alcune espressioni, ma anche nell’esposizione, un omaggio alle nostre tradizioni, al nostro dialetto troppo spesso dimenticato, alla nostra terra, alle nostre vacche “stracche” - che ci favoriscono con ottimo strachì: è un’indagine sugli usi e costumi di sempre (sui quali forse non ci soffermiamo più) e sul nuovo che avanza e sopravanza…
Veronica