I racconti popolari e le fiabe a volte fanno paura, anzi, spesso l’interesse scaturisce proprio dall’orrore che sanno suscitare. Orrore che nasce dal mistero, mistero che nasce dal desiderio, desiderio dalla bellezza (ma anche da vizio o follia). Nei testi per bambini sessualità e terrore sono sottesi, riuscendo comunque a trasmettere paura e sgomento, fascino e suggestione. Ne La pelle e la principessa, che è destinato agli adulti, troviamo gli stessi ingredienti, ma ciò che nella fiaba è solo alluso, qui è descritto e narrato esplicitamente. Ciò che non si può raccontare, qui è rivelato senza censure anche negli aspetti più sordidi. In questo consiste la bellezza del romanzo: ci riporta ai brividi dell’infanzia, giocando con gli anni che sono passati da allora. Ci accompagna una scrittura che è a tratti colloquiale e semplice, come nelle fiabe, a tratti poetica e suggestiva. Nelle ultime pagine, per esempio, è descritta una bella scena di battaglia: il periodo continua, senza interruzione, per oltre una pagina, portandoci con sé nel tumulto dello scontro e nella purezza del silenzio.
Veronica