Un romanzo rosa convenzionale dalla scrittura pulita, privo di ogni superflua descrizione - solo un moltiplicarsi di eventi e personaggi (anch’essi convenzionali) nella Londra del fine ‘800. L’aspetto più interessante dei romanzi d’amore storici è di solito l’ambientazione, dall’antica Roma sino al diciannovesimo secolo, con grande insistenza da parte di diverse scrittrici sull’epoca medioevale. Dietro questa narrativa al femminile c’è, innanzitutto, un buon lavoro di ricerca e spesso compaiono, in appendice, note storiche di precisazione.
Le voci di una passione di Candace Camp, che è autrice di decine di romanzi pubblicati con diversi pseudonimi, presenta forti contaminazioni col mistery (c’è una sorta di attrazione fatale tra il genere rosa e il fantastico e sono ricorrenti viaggi nel tempo o reincarnazioni), ma, purtroppo, un’inspiegabile assenza di dettagli storici, anche se il tema dell’occulto e dei trucchi di cui si servivano i ciarlatani durante le sedute spiritiche poteva essere interessante. Ci si riduce così ad una girandola di fantasmi travestiti o ammuffiti da secoli che infestano il castello, passeggiando nei corridoi. Che noia!
Veronica Borgo